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15 dicembre 2010
PEZZO DI LIBERTO

Cosa Diliberto ha detto: "Se c'erano infiltrati, come pensiamo c'erano, è necessario che vengano individuati. Filmati, foto e testimonianze sugli scontri di ieri a Roma c'è ne sono a iosa. Chi di dovere, ministro dell'Interno in primis, analizzi tutto il materiale e indaghi. Un Paese civile non può assolutamente permettersi di non farlo. Le lotte pacifiche degli studenti, che da mesi manifestano in tutte le piazze, non possono in nessum modo essere confuse e oscurate da atti di violenza inaccettabili."
Cosa Diliberto pensava: "Non é accettabile che i nostri pacifici compagni non possano pianificare ed organizzare la pacifica distruzione di una città senza che qualche sbirro tenti di infiltrarsi e di rovinarci la rivoluzione. L'unico peccato é che non siamo riusciti a farci scappare il morto come a Genova. Ci avremmo potuto campare per altri dieci anni, e invece quel servo borghese del finanziere linciato dai pacifici compagni cosa fa? Prende la pistola ma non spara. Eppure quei tre compagni decerebrati che mi danno retta ed attaccano armati le forze di polizia noi li troviamo sempre. Ah i bei tempi di Placanica!"
Quando credi di essertene liberato, rispuntano fuori, sciacalli grondanti di sangue, sempre in attesa di uno, o meglio, più cadaveri dai quali far sorgere il rosso sole dell'avvenire.
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